Cinque metodi alternativi di estrazione del caffè

Alla fine del processo che dalla pianta arriva fino al confezionamento, non resta che un solo fondamentale passaggio: l’estrazione del caffè. Per poter estrarre il caffè e finalmente gustarne l’aroma esistono diversi metodi, dai più “classici” (espresso, moka, capsule, cialde) a quelli meno conosciuti. Un solo principio fondamentale accomuna questi metodi: i chicchi di caffè macinati vengono messi a contatto con l’acqua bollente per estrarre una bevanda gustosa e aromatica. Vediamo nel dettaglio cinque metodi alternativi di estrazione del caffè.

Il caffè “alla turca”

Il caffè “alla turca” viene preparato allo stesso modo in cui veniva preparato dai primi consumatori della bevanda. È una tecnica diffusa in Turchia, nella penisola balcanica e nei paesi arabi. Il caffè macinato, lo zucchero e l’acqua vengono versati in un bricchetto. L’acqua si lascia bollire in questo particolare bricco dalla forma allungata (ibrik o cezve, solitamente almeno rivestito in ottone). Quando l’acqua bolle, si toglie dal fuoco, si aggiunge il caffè macinato finemente. Il caffè va poi fatto bollire per due volte consecutive, avendo cura, tra un’ebollizione e l’altra, di togliere il bricco dal fuoco. Si può scegliere di eliminare la schiuma oppure di mantenerla prima di mescolare bene. Secondo alcune tradizioni, vengono aggiunte alcune spezie come il cardamomo

 

La caffettiera napoletana

È un metodo basato sulla percolazione, vale a dire sul passaggio lento di un liquido (acqua calda) attraverso una massa porosa (polvere di caffè). La caffettiera napoletana (cuccumella) è composta da due serbatoi e un contenitore per il macinato. Quando l’acqua, posta nel serbatoio inferiore, giunge a ebollizione, il vapore che fuoriesce dal foro del serbatoio dell’acqua avvisa che bisogna capovolgere la caffettiera. Capovolgendo la cuccumella l’acqua sgocciola attraverso il caffè, che viene così servito.

 

Il caffè filtro

Si tratta di uno dei metodi di estrazione più antichi. Anch’esso si basa sulla percolazione e consiste nel far gocciolare lentamente l’acqua bollente lungo uno strato di caffè macinato, posizionato in un filtro di carta. In questo modo, l’acqua scioglie le sostanze contenute nella polvere di caffè e le trasferisce nella bevanda, che risulta essere più liquida e più aromatica. Con questo metodo, per una buona riuscita, bisogna fare attenzione alle proporzioni acqua/caffè e ai tempi della percolazione. Per questo tipo di metodo, il caffè in grani, dopo la macinatura, deve avere una grana leggermente più grossa.

 

French Press

Quello del French Press è un altro metodo basato sull’infusione a caldo. Inventato nell’Ottocento in Francia, è una tecnica semplice e veloce. Si utilizza un contenitore in vetro con coperchio dotato di stantuffo a rete fitta o filtro in acciaio. Si deposita il macinato a grana medio-grossa, mentre a parte si porta ad ebollizione l’acqua. Dopo averla fatta raffreddare per un minuto, si versa sulla polvere di caffè. Si mescola con un cucchiaio, in modo da amalgamare il caffè, quindi si copre con il coperchio. Dopo aver lasciato per almeno 4 minuti in infusione, si muove lentamente lo stantuffo verso il basso. In questo modo il filtro d’acciaio separa la bevanda dal caffè macinato.

 

Metodo dell’acqua fredda

Ideale per utilizzare il caffè come base per bevande fredde, permette di conservarlo più a lungo. Bisogna mescolare il macinato con circa un litro di acqua fredda e lasciare in infusione per circa 12 ore. Dopodiché bisogna filtrare il liquido per eliminare i residui di polvere e riporlo nel frigorifero fino al momento del suo impiego. Il gusto di questo caffè estratto è molto forte e pertanto dovrà essere mischiato con del caffè più normale (4 tazze per 1 di caffè freddo).