Erice, bellezza che ha fermato il tempo

Tra il verde di un antico monte che domina Trapani, su un altopiano affacciato sul mare, sorge la meravigliosa Erice. Un borgo medievale dall’antica fondazione, attraversato da un labirinto di vie che lo rendono unico, come il suo emozionante panorama. Un luogo nel quale il tempo sembra essersi fermato, assopito in uno splendido letto di pietra e natura, dove la luce gioca con le stagioni.

 

L’inimitabile bellezza di Erice

Erice merita di essere visitata più volte e in diversi periodi dell’anno. La sua posizione, il suo essere arroccata su un monte che domina la valle sottostante, la rende speciale in ogni momento. In estate regala una gradevole freschezza e offre la vista della variopinta vallata e del mare lucente che bagna Trapani. Nelle stagioni invernali, le nuvole si adagiano tra le sue vie, dando l’impressione di trovarsi fuori dal tempo, in una dimensione quasi mitica. Una sensazione arricchita dalla serenità con la quale scorre la vita del borgo, con le sue case, i cortili, le sue caratteristiche botteghe.

 

Tra mito e storia

Il nome di Erice deriva dalla mitologia. Precisamente da Eryx, gigante figlio di Afrodite e Bute, ucciso da Eracle. Secondo il mito, fu sepolto nel tempio dedicato alla madre nella città oggi nota proprio come Erice. Sul piano della storia, è Tucidide a raccontare della fondazione di Erice per opera degli esuli troiani. Essi si unirono alla popolazione autoctona, dando origine al popolo degli Elimi. Contesa da cartaginesi e siracusani, Erice fu conquistata dai romani. Successivamente, durante l’occupazione araba, probabilmente non fu nemmeno abitata. Con la conquista dei Normanni, invece, venne ripopolata e ribattezzata col nome di Monte San Giuliano, acquisendo prestigio grazie alla costruzione di nuovi edifici civili e religiosi. Con l’estinzione della dinastia normanno-sveva il borgo seguì le sorti della Sicilia, attraversando tutte le dominazioni dell’isola. Nel 1934 Monte San Giuliano riprende il nome di Erice.

 

Erice e i poeti

Di questo splendido paese si trovano tracce anche in letteratura. Virgilio, nella sua Eneide, lo cita raccontando del viaggio di Enea che toccò Erice in due occasioni. La prima volta, accolto dal re ericino Aceste, qui diede sepoltura al padre Anchise, in onore del quale venne eretta la Stele di Anchise. La seconda volta, nell’anniversario della morte del padre, organizzò ad Erice i Ludi, dei giochi in sua memoria. Anche il poeta Gabriele D’Annunzio dedica dei versi a Erice: “E l’altro monte, e l’altro monte ei vede, l’Erice azzurro, solo tra il mare e il cielo divinamente apparito, la vetta annunziatrice della Sicilia bella!”.

 

Il castello di Venere

Il monumento simbolo è il Castello di Venere, che si trova su uno strapiombo con un panorama considerato tra i più belli al mondo. Edificato nella sua forma attuale dai normanni tra il XII e il XIII secolo, questo luogo ha una storia più antica. Esso sorge infatti sulle rovine del tempio dedicato alla dea Venere Ericina. Con la costruzione del castello, vennero innalzate anche le cosiddette Torri del Balio, un tempo collegate con un ponte levatoio. Divenuto di proprietà del conte Pepoli, venne circondato dai giardini che costituiscono la villa comunale. Sotto il castello si trova anche la torretta Pepoli, altro suggestivo luogo voluto dal conte, che era studioso e archeologo.

 

Erice: un borgo medievale ricco di monumenti

Oltre al Castello e al bellissimo complesso medievale di Erice, ci sono molti monumenti da visitare. Dalle mura elimo-puniche, risalenti all’VIII secolo a.C., al bellissimo duomo in stile pressoché gotico risalente al periodo aragonese, con la sua torre campanaria. E poi le tante chiese ancora esistenti e visitabili, le architetture, il museo archeologico e il quartiere spagnolo. Quest’ultimo è un complesso militare che sorge su un promontorio e che non è stato mai ultimato. Venne costruito per ospitare le guarnigioni spagnole di stanza ad Erice. Alla bellezza del borgo si aggiunge quella del suo artigianato, con le ceramiche, i tappeti, le borse che si possono ammirare nelle varie botteghe. Oltre naturalmente ai dolci e alla cucina tipica del luogo.

  Sono tante le ragioni per andare a conoscere Erice e c’è sempre un buon motivo per ritornarci.