La lunga storia del caffè: strumenti e metodi di estrazione

Il caffè non significa solo aroma e gusto, varietà di note e tipologie, ma significa anche storia e tradizione. Una storia lunga che evidenzia la creatività e l'ingegno degli esseri umani e che è possibile ripercorrere attraverso date e momenti scolpiti nel tempo. Come quelli che segnano la nascita dei principali e più celebri strumenti e metodi di estrazione del caffè.

In principio fu la Turchia

All'origine di questo percorso a tappe c'è sicuramente il caffè turco o "alla turca". La data da segnare è l'anno 1640, quando questo metodo si diffonde in Europa, grazie all'apertura di una bottega del caffè a Venezia. Si tratta della prima bottega di tutto il continente. Il caffè alla turca è un metodo di preparazione che consiste nel far bollire l'acqua dentro un bricco a forma allungata (ibrik o cezve, solitamente rivestito in ottone). Quando bolle, il bricco si toglie dal fuoco e si aggiungono il caffè macinato finemente e lo zucchero (se si vuole) o anche alcune spezie (come il cardamomo). Il caffè va fatto bollire per due volte consecutive, avendo cura, tra un’ebollizione e l’altra, di togliere il bricco dal fuoco. Si può scegliere di eliminare la schiuma oppure di mantenerla prima di mescolare bene.

 

Il periodo tedesco

Due secoli dopo, è il momento di un nuovo metodo di estrazione che arriva dalla Germania. Si tratta del Siphon, un sistema molto affascinante, nato nel 1830. Questo procedimento utilizza due ampolle di vetro. Nel contenitore inferiore viene messa l'acqua, che bolle su un bruciatore. Nel contenitore superiore si mette il caffè macinato. Grazie al vapore, l'acqua viene spinta sull'ampolla superiore, mescolandosi con il caffè. Una volta che il contenitore inferiore viene rimosso dal bruciatore, raffreddandosi il caffè cola, attraverso il filtro, nell'ampolla in basso. Sempre in Germania, il secolo successivo, precisamente nel 1908, nasce il metodo del cosiddetto caffè filtro con filtri in carta, inventati da Melitta Bentz. Consiste nel versare lentamente l’acqua bollente lungo uno strato di caffè macinato, posizionato in un filtro di carta. In questo modo, l’acqua scioglie le sostanze contenute nella polvere di caffè e le trasferisce nella bevanda, che risulta essere più liquida e più aromatica.

 

Il periodo italiano

Il periodo italiano inizia nel 1884, con la nascita, a Torino, dell'espresso, che diventerà il simbolo del caffè italiano. Viene alla luce in seguito all'invenzione della macchina per caffè instantaneo brevettata da Angelo Mariondo. L'espresso si ottiene dalla torrefazione e macinazione dei semi dell'Arabica e della Robusta, ed è preparato a macchina secondo un procedimento di percolazione sotto alta pressione di acqua calda. Nella prima metà del 1900, è ancora l'ingegno italiano a salire in cattedra. Nel 1929, infatti, viene inventata la French Press o caffettiera a stantuffo. Essa, in realtà, venne brevettata in Francia nel 1852, ma fu l'italiano Attilio Calimani, a brevettarne (nel 1929 appunto) una versione più moderna. Consiste in un contenitore in vetro con coperchio dotato di stantuffo a rete fitta o filtro in acciaio. Si deposita il macinato, mentre a parte si porta ad ebollizione l’acqua. Dopo averla fatta raffreddare, si versa sulla polvere di caffè. Si mescola e quindi si copre con il coperchio. Dopo aver lasciato per almeno 4 minuti in infusione, si muove lentamente lo stantuffo verso il basso. In questo modo il filtro d’acciaio separa la bevanda dal caffè macinato. Quattro anni dopo, nel 1933 nasce la celebre Moka, caffettiera ideata da Alfonso Bialetti e di cui successivamente sono stati prodotti 105 milioni di esemplari. Nonostante alcune modifiche e versioni realizzate nel tempo, la sua forma ottagonale in alluminio è rimasta invariata.

 

Gli Stati Uniti e le evoluzioni più moderne

Nel 1941 è il turno degli americani, che inventano il Chemex, una macchina manuale in vetro per il caffè molto elegante e caratteristica. Si tratta di un oggetto che rientra nel sistema del caffè filtro. Una caraffa di vetro con una cintura di legno sulla parte più stretta che ne consente una impugnatura sicura, contro ogni rischio di scottatura. Attraverso un filtro di carta, nel quale viene messo il macinato, si versa lentamente l'acqua bollente. Un rituale che si conclude quando termina la percolazione della bevanda, momento in cui è possibile rimuovere filtro e residui di caffè. Il viaggio nel tempo si conclude con l'ultima invenzione, sempre negli States, datata 2005. Si tratta dell'Aeropress, uno strumento di estrazione, diffusosi molto rapidamente e ormai divenuto celebre. Consiste in due contenitori cilindrici, che si muovono l'uno dentro l'altro, e in un filtro di carta (o di altro materiale). Agisce come una siringa e sfrutta pressione e infusione. Permette di ottenere un ottimo caffè in pochi secondi.

  Come ogni grande storia, anche quella del caffè, dunque, è ricca di evoluzioni e di opere ingegnose, tutte accomunate da un solo obiettivo: generare una ottima tazza di caffè.