Selinunte, tra storia e mito

Una storia relativamente breve, di splendore ma anche di disfatta. Una storia antica della quale rimangono i resti e le inestimabili testimonianze archeologiche. Questa è Selinunte, antica colonia greca sita nel territorio di Castelvetrano (Trapani) e affacciata sul versante sud-occidentale della Sicilia, tra le valli del Belice e del Modione. Selinunte venne fondata dai coloni di Megara Hyblea, l’attuale città di Augusta, in provincia di Siracusa. Il suo nome deriva dalla parola Selinon, un tipo di pianta selvatica di cui la zona abbonda e che caratterizzava anche le sue monete.

Dalla prosperità alla disfatta

Selinunte conobbe un periodo molto prospero tra il VI e il V secolo a.C, duecento anni circa. Durante questi due secoli fu ampiamente popolata e instaurò rapporti commerciali fiorenti con i vicini Cartaginesi. Vennero edificate l’acropoli e il santuario della Malophoros e, inoltre, i selinuntini fondarono la subcolonia di Eraclea Minoa. La volontà di espandersi di Selinunte provocò numerose guerre. Soprattutto quando i selinuntini provarono a conquistare i territori della vicina Segesta. Il campo di battaglia coinvolse molti attori: Segesta chiese aiuto a Cartagine e ad Atene, mentre Selinunte ebbe l’appoggio dell’alleata Siracusa, di Agrigento e Gela. Il conflitto si concluse con la vittoria di Segesta, nel 409 a.C. grazie al decisivo apporto dei cartaginesi. Selinunte venne occupata e distrutta dalle truppe guidate da Annibale Magone.  I suoi profughi, scappati per sfuggire alla furia dei cartaginesi, e altre popolazioni guidate dal fuoriuscito siracusano Ermocrate la ripopolarono. La città, ricostruita attorno all’Acropoli, perse man mano importanza fino alla prima guerra punica, quando i romani la distrussero definitivamente.

 

Il parco archeologico più grande d’Europa

Della storia di questa colonia greca rimangono numerose testimonianze, oggi ancora visibili per immergersi nelle suggestioni dell’antichità. Il parco archeologico, istituito nel 2013, è ad oggi il più grande d’Europa. Si estende per circa 270 ettari. Esso comprende sette templi, alcuni in buono stato di conservazione, santuari, necropoli e cave. L’Acropoli è un altipiano calcareo che a sud è a strapiombo sul mare e che a nord presenta fortificazioni risalenti al IV secolo a.C.

 

I templi

Sull’Acropoli sono visibili quattro templi: A ed O, dedicati a Castore e Polluce, e i templi C e D, intitolati ad Apollo e Atena. Del tempio C, il più antico in quest’area, sono tutt’oggi visibili, sul lato nord, 14 colonne su 17. Intorno ai Templi C e D vi sono le rovine di un villaggio bizantino del V secolo d.C. A nord dell’Acropoli si scorgono l’impianto urbanistico di Selinunte durante l’epoca punica, due quartieri della città e le fortificazioni. Sulla collina orientale si trovano gli altri tre templi: E, F e G. Il tempio E è quello meglio conservato, mentre il tempio G pare sia stato uno dei più grandi del mondo greco. Sulla collina della Gaggera, invece, si trova l’antico santuario di Dèmetra Malophòros dedicato alla dea della fertilità.

 

Le spiagge e i dintorni

Selinunte si affaccia sul Mediterraneo e, oltre ai resti della sua fiorente epoca greca, offre la bellezza del suo mare e delle sue spiagge. Rive libere e selvagge dove vivere il mare in maniera incontaminata, come nel caso della suggestiva Riserva Asinello. Luoghi romantici e mozzafiato come la Riserva naturale della Foce del Fiume Belice. Tutta la costa merita, basta spostarsi lungo il litorale per godere della bellezza di questo mare. Così come merita una visita Segesta, distante circa tre quarti d’ora in auto.

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