Le dieci regole non scritte del caffè

Chicche di caffè

Il rito del caffè è talmente diffuso e quotidiano da diventare quasi un automatismo, un prolungamento di noi stessi, del nostro modo di gestire le giornate. Un insieme di comportamenti così specifici e comuni da sembrare codificati. Eppure, non esiste ancora un manuale ufficiale del caffè. Sappiamo, ad esempio, quando va bevuto in silenzio e quando invece diventa una scusa per parlare e rompere il ghiaccio. Sono regole che non abbiamo mai studiato, ma che seguiamo ogni giorno, quasi senza accorgercene. Il caffè, d'altra parte, non è solo una bevanda, ma anche e soprattutto un compagno di viaggio, con le sue abitudini, i suoi tempi e le sue eccezioni. Abbiamo pensato, allora, di fissare 10 regole fondamentali legate al rito del caffè.

Il caffè del mattino e quello del bar 

Nell'immaginare un manuale del caffè, si parte sicuramente dal primo della giornata, consumato a casa, al risveglio. Un appuntamento quotidiano che segue una regola chiara e incontestabile, la numero uno: il primo caffè si beve in silenzio. È un momento personale, quasi intimo, che serve a connetterci con la giornata che inizia e a metterci in moto. Non ha affatto bisogno di parole. Un altro momento, è quello del bar, al mattino, magari per accompagnare la colazione. In quel caso, se vivi al sud, c'è una regola, la numero due, che va rispettata assolutamente: insieme alla tazzina, deve arrivare anche un bicchiere d’acqua. Che va bevuto prima, perché consente di assaporare meglio la bevanda e darle il giusto spazio. Se poi si hanno a cuore anche gli altri, il bar può essere l'occasione per un caffè sospeso, che consiste nel pagarne uno in più da offrire a uno sconosciuto che non ha la possibilità di consumarlo ogni giorno. Non è una regola purtroppo, ma un gesto semplice e solidale.

Il caffè come pausa (e come scusa)

Durante la giornata, il caffè diventa un'occasione di socializzazione. In ufficio e, in generale, al lavoro, si manifesta la terza regola, secondo cui, la pausa caffè si fa sempre in compagnia. Non solo un modo per staccare e respirare, per fermarsi un momento, ma anche per scambiare due chiacchiere. E se si pensa alla convivialità, allora scatta la quarta regola, quella che afferma che il caffè è spesso una scusa per vedersi. Quando si invitano gli amici a prendere un caffè, mentre la tazzina si svuota in pochi secondi, l'incontro può durare molto di più, a volte anche qualche ora, trascorsa a conversare attorno al caffè.

Golosità e varianti 

Il caffè non è sempre lo stesso. O meglio, a volte, per accontentare i più golosi, prevede un'aggiunta gustosa. La quinta regola, quindi, dice che i golosi non rinunciano alla bevanda e magari si regalano una parentesi dolce, gustandola con la panna. O scegliendo una delle tante celebri versioni con il cioccolato (come il Mocaccino). E poi ci sono anche le stagioni e i luoghi, che trasformano il caffè. In Sicilia, d’estate, il caffè diventa protagonista della granita. Secondo la sesta regola, se sei siciliano, soprattutto messinese, la granita al caffè è la tua religione. Fresca, intensa, da gustare lentamente, a colazione, sempre con una brioche accanto e spesso con la panna. Non è solo una variante, è il racconto di un territorio.

Momenti immancabili

Ci sono caffè che sembrano inevitabili. Settima regola: dopo pranzo, il caffè sa di certezza. Chiude il pasto, rimette in equilibrio, segna una fine, prepara a un nuovo inizio. Poi c'è l'ottava regola: dopo cena, il caffè "divide". C’è, infatti, chi non può rinunciarvi e lo sorseggia con soddisfazione e chi rinuncia per paura di non riuscire poi a dormire. O magari non rinuncia, ma teme le conseguenze al momento di poggiare la testa sul cuscino. 

Sapore di casa e variazioni geografiche

Poi, c’è il caffè fatto in casa. Quello dell’attesa, dell'inconfondibile gorgoglio della moka o del caratteristico suono delle macchine per espresso. Quello del profumo che pian piano si diffonde in tutta la cucina. Il caffè a casa è sempre caffè, eppure la nona regola dice che è diverso, perché è familiare ed è legato a gesti semplici e rassicuranti. Infine, ci sono le differenze locali, le abitudini tipiche, le modalità di consumo caratteristiche. La decima regola afferma che ciascuna nazione o città ha il suo modo di consumarlo: corto, lungo, ristretto, macchiato. Il caffè e il modo di berlo cambiano, ma il rito resta sempre lo stesso. Con tutti i suoi significati. 

Queste sono solo dieci regole, ma ve ne sono molte altre nelle quali ciascuno di noi si può ritrovare. Perché, alla fine, il caffè non è mai solo caffè. È una pausa, una scusa, un’abitudine, un momento condiviso o tutto per sé. E, senza bisogno di dircelo, sappiamo sempre esattamente come viverlo e cosa fare.

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